Lavorare da casa: piccole impressioni di una novella freelance

lavorare a casa

E’ passato un anno da quando ho aperto la partita iva e mi sono buttata in questa folle avventura del lavoro da free lance: lavorare da casa, grazie al web, è una grande opportunità per una mamma, ma come in ogni cosa ci sono pro e contro da considerare. Provo a mettere in fila qualche impressione che spero possa essere utile a chi è nel limbo, cioè vorrebbe cambiare, cogliere delle opportunità o semplicemente provare ad avviare una nuova attività indipendente.

Piccola premessa: io questa scelta l’ho fatta principalmente perchè presa dalla necessità, come ho già raccontato, nel tentativo di conciliare lavoro e famiglia,  quando mi sono resa conto che potevo “vendere” delle competenze acquisite e avevo perso delle collaborazioni. Ho fatto mille considerazioni, mi sono informata, ho chiesto pareri. Grazie a internet ho consociuto (realmente e virtualmente ) altre donne e mamme la stavano sperimentando in modo positivo questo genere di esperienza, aclune come me si stavano “buttando” altre erano già ben avviate. Ne leggevo (e leggo tutt’ora) le peripezie in rete:  ItMom, Panzallaria, Claudia, Elena, Chiara, Alessia e moltissime altre. Poi ci sono Jolanda e Barbara che hanno cominciato come lavoratrici free lance da casa, ma che si sono trasformate in imprenditrici a tutti gli effetti perchè da questa esperienza hanno creato delle aziende vere. Auau! Brave davvero!

Io non aspiro a tanto, ma ho degli obiettivi personali e professionali abbastanza chiari, almeno nella mia testa. Osservo con interesse e cerco di imparare l’imparabile (… come scrivo bene eh? per questo mi prendono per scrivere :D), ma ho coscienza che la strada per consolidare un lavoro di questo tipo è molto lunga, mi sa che sono appena alle fondamenta ;). Questo mi mette sempre in difficoltà quando mi chiamano per qualche supplenza a scuola: non so mai se accettare o mollare (accettare significa fare i salti mortali per fare tutto, mollare perdere un salvagente per i tempi duri, non si sa mai). Indubbiamente anche quello è un lavoro che mi piace, perchè mi piacciono i ragazzi e quello dell’insegnante è bellissimo un lavoro di relazione. Vabbè, non divaghiamo.

LAVORARE DA CASA: VANTAGGI E SVANTAGGI

RELAZIONI

La cosa che mi piace di più di questa scelta è la totale autonomia e il non dipendere da umori altrui e solo dai miei, che già basta. Nei lavori svolti in passato ho avuto per gran parte molta fortuna per le belle persone che ho incontrato e con cui ho lavorato, ma una cosa che non ho mai sopportato erano capi o colleghi scorbutici, che rispondevano male, che sbraitavano o che mancavano di rispetto, che si credevano chissà chi, che non ti insegnavano niente. Certo, lavoro da sola, ma mi relaziono con moltissime persone, grazie al potenziale sociale di internet, quindi non sento quasi mai la solitudine. Se ho bisogno di estraniarmi e di concentrarmi, chiudo skype e i social network, rimando la lettura del feed reader, delle notifiche e di tutte quelle meravigliose fonti di distrazione e serendipità che rendono bello questo lavoro ;).  Quindi questo per me è un primo vantaggio.

TEMPO

La variabile tempo nella mia quotidianità è cambiata completamente: nessun tempo morto o quasi. Diciamo che lavoro a centimetro zero ;). Mi alzo, caffè e colazione abbondante con Egidio e prima di svegliare le bimbe dò un primo sguardo a sospesi, mail, notifiche varie, controllo il programma della giornata e poi porto le bimbe a scuola. Poi rientro a casa e inizio a lavorare. Ho scoperto che ci vorrebbe, nel mio caso, molto più rigore nella gestione del tempo, per capire quanto vale effettivamente quello che si produce. Cioè bisogna misurare tempo e rendimento almeno per le cose operative. Per le altre più “gestionali” è tutto diverso.

Ho capito che ci sono una serie di cose da fare che non portano denaro direttamente, ma indirettamente si, quindi vanno fatte anche quelle: aggiornarsi, leggere, cercare e sperimentare nuovi strumenti per proporsi, manterene vivi i contatti, anche quelli deboli, capire aspetti amministrativi basilari e non delegare altri a capirli per noi, fare un po’ di personal branding, studiare. Quindi il tempo effettivo dedicato al lavoro potrebbe non finire mai, ecco. Un aspetto importante, nel mio caso è la passione: a volte non so bene se sto lavorando o se mi sto divertendo con risvolti che a sono sicuramente positivi dal punto di vista della soddisfazione, ma che a volte ti impediscono di staccare. E invece è obbligatorio staccare, me lo sto dicendo da sola, se non era chiaro ;).

L’aspetto davvero interessante è che per quanto riguarda il tempo non si deve rendere conto a nessuno se non a se stessi. L’importante è che il cliente sia soddisfatto.

E poi non devo chiedere ferie, permessi, o simili. Ci sono aziende che non fanno alcun problema, perchè ben organizzate. In varie occasioni, quando ero dipendente, mi sembrava di domandare la concessione del secolo. Adesso me le chiedo e me le dò senza alcun indugio :D. Ma c’è un però: se prendo qualche giorno in genere lavoro doppio il precedente o il successivo :(. Questo è decisamente uno svantaggio, anche perchè quando non lavoro e non produco, non guadagno.

GARANZIE

Questo sulle garanzie è decisamente uno svantaggio, dal momento che non ce n’è manco mezza. In Italia c’è una differenziazione troppo grossa secondo me tra i lavoratori autonomi e i dipendenti da questo punto di vista: eventuali malattie, infortuni per un free lance sono completamente a suo carico e non è giusto, nemmeno un po’. Chi ha detto che un autonomo guadagna di più di un dipendente per permettersi assicurazioni private o altri ammortizzatori? Questa è proprio un’ingiustizia perchè tutti contribuiamo con i nostri mezzi e competenze a far andare avanti le cose, sia che lavoriamo come dipendenti pubblici o privati, sia che facciamo gli autonomi.

MENO SPESE, O SOLDI SPESI MEGLIO

Questa è una delle cose che preferisco ;). Una piccola percentuale di quello che guadagnavo in passato finiva nel vestiario, nel gasolio, nelle pause pranzo.

Adesso mi vesto come voglio non come dovrei e per me è una gran cosa (ho odiato l’abbigliamento formale, per un certo periodo in passato), non spendo tempo, denaro ed energia in gasolio, traffico, parcheggi. Non prendo multe. Non mangio schifezze nei baretti, e nemmeno i pessimi caffè delle macchinette. Quello che risparmio in realtà lo investo in qualche corso o libro o nella partecipazione a eventi. Ogni tanto vado a qualche fiera. Quindi forse non è proprio un risparmio ma un’ottimizzazione delle risorse in funzione di una crescita personale e lavorativa.

Potrei continuare a scrivere fiumi di parole. Ok, smetto :D. Non prima di aver detto che mi sento più realizzata di prima, più stimolata e felice di quando ero dipendente o collaboratrice a progetto. Già questo è già un ottimo risultato, secondo me.

Consigli graditi, impressioni ed esperienze altrui pure ;)

Comments

  1. 1

    says

    Ciao, arrivo oggi e leggo la tua storia (e anche conciliare lavoro e famiglia)! Anche a me piacerebbe intraprendere la tua strada. Ma la verità è che ho paura di fallire!
    Come si supera questa paura? Come si “sa” di valere davvero?
    Inoltre temo che uscita dal mondo del lavoro a 40 e passa anni, con tre figli, sei davvero finita! Grazie.

  2. 2

    says

    Questo post capita a fagiolo, come si suol dire. Lavoro da casa da circa due anni come giornalista e blogger e non posso negare che a volte questa condizione mi pesa (questa è una parte della conversazione che ho avviato proprio ieri su Twitter su questo tema: https://twitter.com/#!/search/%23lavoraredacasa). Condivido appieno la valutazione sull’assenza di tempi morti, sui vantaggi della flessibilità e sulla produttività maggiore, ma non riesco ad abituarmi alla condizione di solitudine in cui mi trovo a lavorare. A volte mi sento una “casalingadisperata” che aspetta il ritorno di suo marito, e questo non mi piace affatto. Altre volte mi sento in colpa rispetto alle amiche che vanno in ufficio ogni giorno, come se il mio fosse un “lavoro di serie b”. Probabilmente dipende dal fatto che vivo in una realtà di provincia (pochi convegni, conferenze stampa e altre occasioni di incontro, nonché una scarsa considerazione del lavoro da casa), ma suppongo che molto dipenda anche dal mio carattere. Mi piacerebbe leggere esperienze e suggerimenti su questo tema. Grazie, mi scuso per il tono stile “lavoratori domiciliari anonimi”!

  3. 3

    says

    @Lasolitamamma non sono per niente d’accordo sul fatto che dopo i 40 non si è più competitivi. Certo, se vai a fare la commessa da h&m magari non ti prendono perchè c’è la fila di ventenni, ma qui io parlo di un lavoro sul web, che dipende quasi esclusivamente da come fai determinate cose, dalle reti che hai etc. Per le collaborazioni che ho non ho fatto colloqui e nessuno mi ha chiesto quanti anni ho!!
    Per la paura di fallire, beh chi non ce l’ha…però dipende da come ti poni rispetto a questa cosa: si può anche iniziare ” a piccole dosi” sondando un po’ il terreno e cercando di vedere come va. Dipende da cosa ti aspetti: prova a fare dei programmi, le persone serie li chiamano business plan ;)

  4. 4

    says

    @silvana .. hai mai pensato di organizzarti con un coworking? A me piacerebbe e qui in zona ce n’è uno.. per ora non li ho mai contattati perchè non ne sento il bisogno, ma ci penso per il futuro. Forse ho ancora un tempo breve alle spalle e l’entusiasmo dell’inzio, delle cose nuove non si è ancora spento… spero non si spenga mai!!!
    Cmq anche io abito in provincia e quando ci sono eventi di solito significa sveglia pregallica e arrivare a notte fonda (o stare via almeno una notte), però sono ossigeno puro

    Sul tema del lavoro di serie B, purtroppo in Italia siamo moooolto indietro e chissà quanto tempo ci vorrà. Sta un po’ a noi far capire che facciamo sul serio, ma concordo che non è per niente semplice

  5. 5

    says

    Il coworking mi pare un’ottima idea, ma non so se dalle mie parti ce ne sono. Mi informerò, grazie del suggerimento! Intanto cercherò di mantenere sempre più viva la mia vita sociale sul web ;)

  6. 6

    says

    Concordo pienamente Elisa, mi ci ritrovo quasi su tutto ma non nel programma giornaliero (quando l’ho letto ho detto : caspita che brava!) …ehm io sono una blogger da addomesticare ancora…seguo forse troppo impulsi e istinti della giornata e non sempre è buona cosa. Forse darmi dei ritmi è il mio prossimo step per migliorare :)
    La mia vita comunque non è mai stata così “affollata” come ora che lavoro in “solitudine” dietro a un pc (ma rigorosamente sul tavolo della cucina cosa che fa imbestialire il mio ortopedico…) e in un paesino provinciale dove la parola blogger ai più fa pensare a qualche piatto americano…

  7. 7

    says

    Elena, sul tavolo della cucina??? non ce la potrei fare. Ho (solo) una scrivania tutta per me e guai a chi la tocca, almeno questo!

    a dirti la verità non è da molto che mi organizzo coi programmi, ma è anche perchè lavoro soprattutto per altri… sul mio blog anche io sono un po’ fantasista e va bene così.

  8. 8

    says

    Ciao!! Ti raggiungo qui da W&W! anche il mio lavoro (ricercatrice) si svolge in parte da casa (e in parte dell’Università…) e devo dire che è molto comodo… Però, devo dire che apprezzo molto, in quei due giorni, le relazioni sociali e lo scambio personale con i colleghi…

    Se ti va, passa da me!!!

    Baci,

    Azzurra

  9. 9

    Laura says

    Io sono molto combattuta, quando è nata mia figlia mi sono resa conto di essere “prigioniera” di una vita non mia perchè la mai vita era un’altra. Ho prolungato il più possibile la maternità perchè volevo stare il più possibile con mia figlia perchè credo che quando si mette al mondo un figlio bisogna anche crescerlo e non demandare la sua educazione ad altri nido o nonni che siano. Ma io ho paura, penso che se lasciassi il mio lavoro mi sentirei finalmente soddisfatta e felice , ma senza un’alternativa economica, anche se inferiore all’attuale, ho paura a fare il passo…è un po’ un gatto che si morde la coda e alla fine quella infelice e ‘sclerata’ resto io! Complimenti per il sito

  10. 10

    says

    @Laura
    Trovare un equilibrio che soddisfi tutto, cioè la propria vita (lavorativa, sociale, economica) e le proprie esigenze di mamme è una cosa difficile, non sai come ti capisco. Se avessi potuto anche io sarei rimasta più a lungo in maternità e invece mi sono dovuta accontentare della maternità obbligatoria (e per fortuna che almeno quella c’è stata!)…poi ogni persona/famiglia/vita è diversa. Credo che non sia giusto fare passi troppo azzardati, ma tu prova a sondare il terreno che non si sa mai ;)

    grazie del tuo commento (e dei compliments ;))

  11. 11

    says

    grazie per avermi risposto! Solo un’ulteriore domanda: cosa intendi per sondare il terreno? Crearmi un terreno in rete?

  12. 12

    says

    Si, anzi direi fare rete, che ti diventa normale, ad esempio se hai un blog e lavori in questo ambito, ma può esserlo per chiunque a seconda del suo settore.. non so se mi sono fatta capire :)

  13. 13

    Laura says

    Si penso che sia un po’ quello che sto facendo con il mio blog, ho solo paura che non sia una cosa ” veloce” ma che ci voglia del tempo per vedere i risultati…

  14. 14

    says

    Io sono freelance da nove anni, e al contrario di molti ho lavorato da casa prima di avere bimbi. Per i primi anni di partita IVA stavo tanto in giro per consulenze dai clienti, e nel resto del tempo lavoravo da casa. Poi pian piano ho iniziato a sentire il bisogno di una sede fisica che non fosse la sola scrivania di casa (quella da cui ti scrivo ora).
    Tuttora lavoro tante ore da casa durante la settimana, ma la calma che mi regala lavorare dal mio ufficio non me la da nessuno… Da casa la difficoltà più grossa che ho incontrato è nella organizzazione (se la lavatrice ha finito e ti accorgi, prendi una pausa per stendere, che poi magari dura un po’ di più perché visto che ci sei rifai i letti, o metti su il pane) e nell’approccio con alcuni tipi di clienti.
    Per il resto, i pro sono tantissimi: spesso coi bambini (soprattutto molto piccoli) è la soluzione ideale per conciliare scadenze (che quando sei freelance ci sono anche quando i figli hanno pochi mesi) e tempi dei bimbi (che magari mentre leggi la posta dormono ancora).
    Insomma, a conti fatti una bella sfida, emozionante, coi suoi vantaggi e svantaggi… ma tutta tua! :)

  15. 16

    says

    beh.. sì! Altrimenti chi te lo da fare?? mica stiamo qui a pettinare le bambole :)
    io sono soddisfatta di quello che guadagnao al momento, ma non sono ancora arrivata dove volevo..

  16. 17

    carmen says

    io insegno ma non per passione, mi ci sono ritrovata a farlo…ma come si fa a lasciare un posto fisso in questi tempi?
    Sto prolungando al massimo la maternità (ha quasi 13 mesi).
    Purtroppo non sono stata capace di seguire le mie passioni e fare il lavoro che mi piace.

  17. 18

    olga says

    salve.ho letto i vostri commenti e sono contenta che ci sono delle donne che si danno da fare.sono una ragazza moldava di 28 anni.sono diventata mamma da 5 mesi.mi ritrova acasa tutto il giorno da solo con la mia bimba.comunque e bellissimo crescere i propri figli,senza asili,tate,nonni.però avrei bisogno di tenermi impegnata anche lavorando.datemi un consiglio cosa potrei fare.io ho lavorato sempre come commessa.parlo 3 lingue e sinceramente non so in cosa consiste il lavora da casa.grazie

  18. 19

    says

    Ciao Olga, auguri per la tua bimba :)
    da casa in genere si lavora con il web, con lavori di telemarketing, puoi farlo in proprio o collaborando con aziende che ti concedono questa opportunità, nel tuo caso magari sfruttando le lingue!

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