Il panettone con la pasta madre

Io l’avevo detto quasi subito: questa ricetta era più adeguata a Pasqua che a Natale, perchè fare il panettone con la pasta madre è una vera passione!!!

Il fatto è che già dopo il primo fallimento è diventata una sfida con me stessa e con le mie capacità culinarie. E poi c’era di mezzo un’altra persona, Gloria, alla quale avevo fatto la timida proposta di partecipare al contest di Al Cibo Commestibile, Aggiungi un blogger a tavola che propone ai blogger di “accoppiarsi” per preparare un piatto che sia legato al Natale e alla loro amicizia. Che bella idea!



Io Gloria l’ho conosciuta per caso, mi pare su Facebook o in giro per qualche blog di mamme a commentare le nostre esperienze di asili nido, lavoro, cucina, piccole pesti da gestire.

L’amore per il buon cibo è stata la prima cosa in comune, e poi via via ci siamo ritrovate in sintonia su moltissime cose, dai giochi, alle scelte educative, al percorso che cerchiamo di fare con le nostre famiglie. Tutte queste cose hanno qualcosa a che fare con la ricerca verso uno stile di vita che sia più sostenibile nella quotidianità, nei consumi, nell’alimentazione.

La pasta madre come ho già raccontato ha fatto il resto: sembra una cosa da poco, invece è qualcosa di intenso ricevere da una persona un pugnetto di acqua e farina così ricco e così portentoso come il lievito madre. Quell’impasto si porta con sè i profumi di una casa, la manualità e l’impegno di chi lo ha fatto crescere per mesi fino a farlo diventare forte al punto da resistere a 8 giorni di viaggio (‘ste poste!!!).

Ecco, per farla breve io volevo partecipare al contest con il pane fatto in casa: in un mondo che va di fretta, che accorcia le distanze ormai su tutto (solo i bambini riescono a nascere in 9 mesi, il resto è tutto più veloce), ed è fatto di tempi ormai disumani per qualsiasi cosa, fare il pane in casa con la pasta madre restituisce alla nostra alimentazione un ritmo nuovo : l’impastare lentamente con le mani, il gusto per l’attesa della lievitazione e poi la soddisfazione nel gustare l’alimento più semplice, magari ancora caldo.

Ecco, Gloria mi ha spinta a fare di più e con grandissimo entusiasmo mi ha coinvolta in questa specie di pazzia: fare il panettone con la pasta madre.

Mi è riuscito al terzo tentativo, che impresa! Se fossi stata da sola non ce l’avrei potuta fare, invece in due siamo riuscite a capire dove sbagliavamo (più io di lei, che aveva già un po’ di esperienza) aggiustando troppo il tiro con l’aggiunta di farina.

Il risultato è arrivato domenica scorsa, alla nona lievitazione (avete letto bene: NONA!), dopo i primi due tentativi falliti.

L’impasto infatti deve lievitare ben 3 volte.

Ecco la ricetta per questa piccola follia. Ma ne vale la pena!

Abbiamo scelto di fare un panettone con ingredienti biologici, quindi ancora più genuino!

Prima fase:

  • 100 gr. di pasta madre
  • 30 gr. di acqua
  • 70 gr. di farina

Rinfrescare la pasta madre impastando il tutto e far riposare per 3-6 ore a temperatura ambiente.

Seconda fase:

  • 250 farina biologica tipo O di grano tenero
  • 4 cucchiai di latte
  • la pasta madre (dopo la prima lievitatura)
  • 50 gr + 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • la buccia di un limone grattugiato
  • 100 gr burro
  • 2 uova

Intiepidire il latte, mescolarlo con un cucchiaio di zucchero e col lievito del precedente impasto. Unire la farina, il resto dello zucchero, il burro ammorbidito, la buccia grattugiata, le uova. Lavorare tutto fino ad ottenere un impasto molto elastico, formare una palla e metterla a riposare coperta per 2-5 ore (fino a raddoppiare il volume) in luogo tiepido.

Mi raccomando, anche se l’impasto sembra molto umido, non aggiungere farina!

Terza fase:

  • 60 gr di uvetta
  • 60 gr gocce di cioccolato

Nel frattempo ammollare l’uvetta in acqua tiepida. Trascorso il tempo di lievitazione unire all’impasto uvetta e gocce di cioccolato. Lasciar lievitare per altre 2-5 ore (fino a raddoppiare il volume) in luogo tiepido.

Cottura:

180 gradi per 40 minuti

A dire il vero, visto che in cottura lievitava molto e avevo paura di bruciare la parte superiore, io ho mantenuto la temperatura un po’ più alta regolando però il forno in modo che cuocesse solo sotto. Inoltre nel forno, che è ventilato, ho messo anche una ciotola di terracotta piena d’acqua. In questo modo si mantiene una certa umidità all’interno e si evita che si secchi sulla superficie.

Si possono raddoppiare le dosi per ottenere un panettone come quello delle mie foto (fatte con l’iPhone ….e si vede!).

Et voilà! Buonissimo!

PS. il “cratere” che si è formato all’interno durante la lievitazione lo rende ancora più… naturale!

Comments

  1. 1

    says

    Posso dirlo? Per dieci giorni non sai quanto mi sono sentita in colpa di averti proposto di realizzare il panettone, ma adesso che ce l’abbiamo fatta… sono proprio contenta di aver sperimentato con te!!!
    Bellissimo!

  2. 2

    ElisArt says

    madddaiii!!! questi sono i piaceri della vita :-)
    e per il giorno di Natale lo rifaccio!

  3. 3

    says

    Ah io per il giorno di Natale li ho rifatti in formato mignon, e li farcisco con crema tiramisù! Giusto per star leggerini!! :D

  4. 4

    Sabina says

    Proverò a farlo anch’io…se vuoi anch’io ho pasta madre. Mia mamma ha sempre una pallina in frigo (l’ha creata lei) e ogni settimana ci fa almeno una pizza…si sente che la pasta è diversa…

  5. 5

    Elisabetta says

    Ce l’hai fatta!!!!! Brava! adesso urge pasta madre…
    ;-)
    Magari dopo le feste, così non mi muore per denutrizione!

  6. 7

    Laura says

    Fantastiche Elisa e Gloria ce l’avete fatta….e come faccio io adesso che ho un po’ della vostra/mia pasta madre a non mettermi all’opera?
    Prima però mi dai 2 ragguagli tecnici? lo stampo alla fine dove sei riuscita a trovarlo (carta o acciaio?)…e a che ora del giorno inizi con la prima lievitazione…ho fatto un po’ di conti, ma alla fine mi ritrovo a dover impastare di note…eh noooo eh!!!!
    brave brave brave

  7. 8

    ElisArt says

    Laura, il grande pregio della pasta madre è la pazienza! La prima lievitazione nel primo pomeriggio, appena ok la seconda e la terza lievitazione è salita di notte. Al mattino presto poi ho messo in cottura.
    Lo stampo (acciaio) l’ho trovato da Pengo, ma avevano solo quello grande ( e dopo svariate gite per supermercati e negozi….da quando c’è il Gas non sono più abituata! che stress!). Fammi sapere!

  8. 9

    says

    Laura, io che qui al paesello non ho proprio trovato lo stampo per il panettone (e che lo cercavo piccolino) ho risolto con una pentola di alluminio con i manici pure in alluminio. Mia nonna faceva sempre così le “pizze pasquali” (che nelle Marche sono una tradizione paragonabile al panettone)! non viene proprio uguale alla forma del panettone, ma gli si avvicina molto!

  9. 10

    says

    Cara Elisa,

    la nostra ricetta con il lievito madre (dataci da una mamma) dura 3 giorni…. è il panettone classico milanese…
    io non mi sono osata, perche’ non ho come te una compagna di avventure, nè la pasta madre…, ma mi piacerebbe provare una volta.

    In ogni caso ho citato anche la tua ricetta per chi va piu’ di fretta ;-), poi c’e’ quella con lievito di birra per i comuni mortali!

    http://www.genitorichannel.it/il-tg-di-genitori-channel/479-panettone-per-capodanno-ricetta-con-lievito-madre-e-con-lievito-di-birra

  10. 12

    says

    Fantastico!!!Il post, il blog, l’argomento…Insomma, mi sa che capiterò spesso “da questi parti”…La pasta madre è davvero un dono “magico” prezioso: io ne ho regalata a destra e a manca e ora che la mia (per motivi ancora sconosciuti) “mi ha lasciata”, non conosco nessuno che me ne regali un po’!!! Ma ho deciso di aspettare la fine dell’inverno per rifarla. Tu che ne pensi?
    Auguroni per il nuovo anno, grazie per il tuo commento al mio Giveaway e a presto!!!
    Un abbraccio Silvia

  11. 13

    ElisArt says

    @Silvia Benvenuta! ;-) perchè aspettare la fine dell’inverno per ricominciare? Se vuoi te ne spedisco un pezzettino, un bel modo per iniziare l’anno nuovo! Sentiamoci!!! info@mestieredimamma.it

    buon anno anche a te

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